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La terza tappa del percorso lungo il Canale dei Molini parte da due ponti, il Ponte delle Rocche e quello delle Lavandaie. Entrambi riportano al presente piccole immagini della storia e della cultura locali. Il Ponte delle Rocche (è pònt dal ròcch) deriva il suo nome, non dal termine rocca inteso nel senso di fortezza, ma dallo strumento usato anticamente per filare, costitutito da una canna recante a un'estremità un pennecchio di fibra tessile, che veniva filata a mano e avvolta su fuso per essere ritorta. Altra ipotesi è che derivi dalla deformazione del vocabolo ròcal, roccolo, uccellatoio, perché, magari, quella zona del Canale, essendo alberata, veniva usata per cacciare. Il Ponte delle Lavandaie, invece, ha un'origine molto più semplice. A nord del ponte furono realizzati dei gradoni, tutt'ora visibili, che arrivavano fino all'acqua e venivano utilizzati dalle lavandaie per lavare i panni andando al Canale. Questo è uno degli angoli più belli in assoluto di tutto il Canale dei Molini, anche perché la vegetazione è molto rigogliosa in entrambe la sponde e, almeno nel lato nord-ovest, non è ancora arrivata l'urbanizzazione (ma presto, purtroppo, arriverà) che, invece, ha assediato il resto del Canale in tutto il tragitto all'interno di Lugo. Il tratto del Canale dei Molini fra Bagnara e Lugo è difficilmente databile; secondo alcuni documenti potrebbe esistere già dalla metà del Quattrocento, secondo altri non sarebbe stato realizzato prima del 1470. Il Mulino di Figna fu costruito nel 1561, ma altri mulini esistevano all'interno di Lugo e venivano alimentati, forse, da altri canali che derivavano le loro acque sempre dal Canale dei Molini. Si sa che esisteva, ad esempio, un mulino nei pressi dell'attuale chiesa chiamata poi Madonna del Molino che si trova su via De' Brozzi, che veniva alimentato dalla Canaletta (affiancata dall'omonima strada) e che fu distrutto quando iniziò a funzionare il Mulino di Figna. Purtroppo anche il "Mulino De' Brozzi a cilindri di Francesco Figna & Figli", con tanto di chiusa e piazzetta, è andato incontro alla stessa storia, come spesso accade a Lugo, ed è stato recentemente demolito per far posto a un moderno condominio. Anche nel tratto di Canale che si trovava a ridosso del mulino erano stati realizzati i gradoni per le lavandaie, tuttavia questi sono scomparsi quando il Canale è stato tombinato. Oggi resiste solo, anche se in grave stato di abbandono, Villa Figna, ma, siccome la storia non insegna, le è stato costruito quasi addosso il modernissimo palazzo dell'ufficio tributi. Una curiosità di via Canalvecchio. Un canale antecedente al nostro attraversava via Cento, proseguiva lungo via Emaldi, riforniva uno scomparso mulino della Rocca e proseguiva verso fuori Lugo, per arrivare a un altro mulino, presso la località Runci (o Ronci) e scaricarsi nella valle. Ciò che resta di quel canale è la strada che si trovava sulla riva destra.
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