Seguendo il percorso del Canale dei Molini di Castel Bolognese, che, insieme ai canali Tratturo, Arginello, scolo Casale, Canal Vela e scolo Alfonsine, contribuisce a recapitare la quasi totalità delle acque del fiume Senio nel collettore principale Canale in destra Reno, è possibile addentrarsi nella storia locale della nostra provincia. I Canali dei Molini erano, infatti, strutture un tempo particolarmente diffuse nelle nostre pianure. A pochi chilometri ad ovest del nostro, ad esempio, ne rimane ancora un altro che, attraversando i comuni di Imola, Massa Lombarda e Conselice, porta le acque del fiume Santerno nel Reno, nei pressi di Lavezzola. Il Canale dei Molini di Castel Bolognese, però, rappresenta anche un corridoio ecologico di estremo valore, perché collega due aree naturali estremamente diverse, entrambe presenti nella nostra provincia: stiamo parlando del Parco della Vena dei Gessi Romagnoli, della cui istituzione si è discusso per molto tempo, e del Parco del Delta del Po, due importanti ecosistemi che si trovano a sud-ovest e a nord-est della Bassa Romagna.
La realizzazione del Canale dei Molini di Castel Bolognese, partì verso la fine del Trecento, per volontà del Governo di Bologna che aveva, in quel tempo, rioccupato il contado imolese. Il progetto di realizzazione del Canale era legato all'intenzione di costruire un mulino nei pressi di Solarolo e servire un nuovo centro fortificato, poi chiamato Castel Bolognese. La Chiusa sul Senio, infatti, fu costruita a seguito di una convenzione fra i Comuni di Bologna e Faenza del 1388. Già nel 1389 si ha notizia di un canale che alimenta le principali strutture difensive di quello che diventerà poi Castel Bolognese (Castrum Bononiense), anche se non vi sono prove che questo sia l'attuale Canale dei Molini, che risulta, invece, in costruzione dal 1391 al 1393 nel tratto Biancanigo-Castel Bolognese. Si può ipotizzare che il Canale dei Molini abbia sfruttato il tracciato di un altro canale più antico.
Tebano, località del comune di Faenza dalla quale parte il Canale, ha una storia ben più antica. Un tempo è stata sede di un antichissimo castello, che testimonia, secondo alcuni, l'insediamento di una colonia greca nei territori attorno all'attuale Castel Bolognese ai tempi della colonizzazione italica (750-550 a.C.). La Chiesa di Santa Caterina in Tebano, che abbiamo indicato come partenza dell'itinerario ciclistico, risale, invece, almeno al 1035 ed è stata ristrutturata nel 1908.
Sempre nei pressi di Tebano, all'incrocio fra via Tebano e Strada Camerini, si trova anche un cippo dedicato a Bruno Bandini, partigiano faentino ucciso dai fascisti il 4 ottobre 1944.
La successiva località incontrata dal Canale dei Molini è Biancanigo, piccolo centro citato per la prima volta nel lontano 824 e la cui chiesa, dedicata a San Pietro Apostolo, è ricordata per la prima volta nel 1289. Il curioso nome Biancanigo significa, secondo alcuni storici, "luogo dove erano i greggi", mentre, secondo altri, "luogo dove s'imbiancano tele o stoffe".
Come detto poc'anzi, la costruzione di Castel Bolognese partì, per volontà del Governo di Bologna, il 13 aprile 1389, ma, già prima di quella data, sorgeva, sempre nello stesso luogo, un piccolo appostamento militare, detto Bastia, costruito sempre dai bolognesi attorno al 1380-81. Il nuovo costello divenne ben presto il punto di riferimento di tutti i centri abitati e le fortificazioni della zona, trasformandosi poi nel tempo nel centro che conosciamo oggi.


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